Risposta breve: ad agosto 2026 in Italia non esiste alcun incentivo statale all'acquisto di auto elettriche per i privati. Il Bonus Veicoli Elettrici del PNRR si è chiuso il 30 giugno 2026 e non è stato rinnovato. Restano attivi solo i contributi per veicoli commerciali e per ciclomotori e motocicli, più i bandi di alcune Regioni e Comuni. Il MASE ha annunciato una nuova misura, ma finché non viene pubblicato il decreto non c'è nulla da prenotare.
Cosa è successo il 30 giugno 2026
Il Bonus Veicoli Elettrici nasce con il decreto del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica n. 236 dell'8 agosto 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'8 settembre 2025 e finanziato con circa 600 milioni di euro, in larga parte di provenienza PNRR (Missione 2, Componente 2, Investimento 4.5). L'obiettivo scritto nel piano era preciso: far immatricolare almeno 39.000 veicoli a zero emissioni entro il secondo trimestre del 2026.
Quel vincolo temporale spiega la chiusura. Il 30 giugno 2026 non è una data scelta per esaurimento dei fondi, ma il termine entro cui il target europeo andava raggiunto: entro quel giorno dovevano essere completate la validazione del voucher e la sottoscrizione del contratto di compravendita. Le richieste di rimborso presentate in tempo vengono istruite e liquidate anche nei mesi successivi, quindi chi ha chiuso la pratica entro giugno non deve temere per il proprio contributo. Chi non ce l'ha fatta, invece, non ha una seconda finestra.
Quanto valeva il contributo
Per le persone fisiche il decreto prevedeva 11.000 euro con ISEE fino a 30.000 euro e 9.000 euro con ISEE tra 30.000 e 40.000 euro. Tre condizioni erano tassative e hanno escluso molti più acquirenti di quanto si pensi: la rottamazione obbligatoria di un'autovettura omologata fino a Euro 5, la residenza in un'area urbana funzionale secondo l'elenco ISTAT vigente all'8 settembre 2025, e un prezzo di listino sotto 35.000 euro al netto di IVA, optional, IPT ed emolumenti PRA. Un solo veicolo per nucleo familiare, senza cointestazione possibile, con obbligo di mantenere la proprietà per 24 mesi.
Alle microimprese con sede legale in area urbana funzionale spettava il 30% del prezzo al netto di IVA fino a 20.000 euro per veicolo commerciale elettrico, massimo due veicoli, nel regime «de minimis» del Regolamento (UE) 2023/2831.
L'effetto sul mercato, misurato
I dati di immatricolazione mostrano l'effetto del bonus e della sua fine con una nitidezza rara. Secondo UNRAE, a giugno 2026 le auto a batteria hanno toccato il 10,1% del mercato italiano, il massimo storico, spinte dalla corsa a chiudere le pratiche entro la scadenza. A luglio, primo mese senza incentivo, la quota BEV è scesa al 5,9%: resta sopra il 4,9% di luglio 2025, ma perde in trenta giorni oltre quattro punti di quota.
Nello stesso mese le ibride plug-in hanno tenuto al 10,5%, in crescita di tre punti sull'anno precedente, e le ibride tradizionali sono risalite al 47,5%. Il mercato nel suo complesso è cresciuto del 3,9%: non è mancata la domanda di automobili, è mancata la domanda di elettrico incentivato. È il motivo per cui UNRAE ha segnalato che l'Italia resta l'unico grande mercato europeo senza un sostegno pubblico all'acquisto di BEV da parte dei privati.
Cosa resta prenotabile ad agosto 2026
Sulla piattaforma Ecobonus del MIMIT, che è il canale storico degli incentivi auto, per le autovetture non c'è nulla. Restano aperte due linee, entrambe estranee al mercato delle auto private:
- Veicoli commerciali e retrofit: 40 milioni di euro per i commerciali e 4 milioni per il contributo retrofit, con contratti validi dal 26 giugno 2026 e prenotazioni aperte dal 29 luglio 2026
- Ciclomotori e motocicli elettrici o ibridi: linea riaperta il 18 marzo 2026
Dal 9 luglio 2026 è inoltre operativo un limite di due prenotazioni giornaliere per concessionario sui fondi residui della legge di bilancio 2021, una misura antifrode che rallenta lo smaltimento delle risorse rimaste.
Diffida degli annunci che ad agosto 2026 promettono «incentivi statali» su un'auto elettrica. Quello che ti viene offerto è quasi sempre uno sconto del concessionario o una campagna della società finanziaria del costruttore: legittimo, ma è una promozione commerciale che si negozia, non un contributo pubblico che spetta di diritto.
Chi restava escluso anche quando il bonus c'era
Questo è il punto che quasi nessuna guida ha spiegato, e che vale la pena fissare perché con ogni probabilità tornerà identico nella prossima misura. Il Bonus PNRR spettava esclusivamente per l'acquisto in proprietà. La FAQ n. 2 pubblicata dal MASE lo dice senza margini: «l'agevolazione non si applica a forme di acquisizione differenti dalla compravendita di bene mobile registrato».
Restavano quindi fuori il leasing auto elettriche in tutte le sue forme, il leasing operativo e il noleggio a lungo termine. Non si tratta di una dimenticanza: l'obbligo di conservare la proprietà del veicolo per 24 mesi, previsto dall'art. 3 del decreto, è incompatibile con un contratto in cui la proprietà resta alla società concedente. La ragione di fondo è contabile, non ideologica: il target PNRR contava veicoli acquistati, e un contratto di godimento non produce quel numero.
Erano esclusi anche i residenti fuori dalle aree urbane funzionali e i cittadini iscritti all'AIRE. Chi acquistava tramite società, infine, doveva rottamare un veicolo intestato alla società stessa: non valeva l'auto del socio o del legale rappresentante.
Bandi regionali e comunali
Le misure locali seguono regole proprie e non sono coordinate con quelle statali. Alcune finanziano l'acquisto, altre la sola installazione della colonnina domestica, altre ancora la rottamazione di veicoli inquinanti a prescindere dall'alimentazione del veicolo nuovo. Sul punto che interessa a chi legge questa pagina — l'ammissibilità del leasing e del noleggio — non esiste una regola generale: alcuni bandi li ammettono, altri li escludono replicando l'impostazione del PNRR.
L'unico modo serio di verificarlo è leggere l'articolo del bando che definisce i soggetti beneficiari e le forme di acquisizione ammesse, prima di firmare qualsiasi contratto. Le dotazioni sono in genere modeste e vanno esaurite in poche settimane, quindi conta anche la data di apertura dello sportello.
Cosa aspettarsi dalla prossima misura
Il Ministero dell'Ambiente ha dichiarato di essere al lavoro su un nuovo intervento per l'acquisto di auto elettriche. Allo stato non esiste un decreto pubblicato, quindi importi, requisiti e finestra temporale non sono conoscibili. Quello che si può dire con qualche fondamento è che l'impianto del DM 236/2025 — piattaforma informatica gestita da Sogei, sconto applicato direttamente in fattura dal venditore, requisito ISEE, rottamazione obbligatoria — è ormai il modello di riferimento dell'amministrazione, ed è ragionevole che venga ripreso.
Chi sta valutando un acquisto in questi mesi si trova davanti a una scelta di tempi: aspettare una misura di cui non si conoscono i contorni, o comprare ora sfruttando le campagne dei costruttori, che proprio in assenza di incentivi pubblici stanno spingendo su sconti e tassi agevolati. Non esiste una risposta valida per tutti, ma esiste un errore ricorrente: firmare adesso dando per scontato che un futuro bonus sarà retroattivo. Nessuna delle misure degli ultimi anni lo è stata.
Come conviene muoversi adesso
Senza contributo pubblico, il costo di un'elettrica si abbatte su tre leve, tutte negoziabili.
La prima è il tasso. Le società finanziarie dei costruttori stanno usando i tassi promozionali come sostituto dell'incentivo: sulla stessa vettura, la differenza tra un TAN di mercato al 6% e una campagna al 2,9% vale intorno ai 50 euro al mese su un contratto a 36 mesi. È meno degli 11.000 euro del PNRR, ma è denaro che si ottiene chiedendo, non compilando moduli.
La seconda è il valore residuo garantito, che sulle elettriche pesa più che altrove per via della svalutazione rapida: un residuo più alto abbassa la rata e sposta il rischio sul concedente. La terza, per chi ha partita IVA, è la fiscalità: una BEV assegnata a un dipendente sconta il 10% di fringe benefit contro il 50% di una vettura termica, e l'azienda deduce il 70% dei canoni senza il tetto dell'art. 164 TUIR. Su tre anni quel differenziale supera spesso il valore dell'incentivo perduto, e a differenza del bonus non dipende da un click day.
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Domande frequenti
No, non per le autovetture dei privati. Il Bonus Veicoli Elettrici del PNRR si è chiuso il 30 giugno 2026 e non è stato sostituito. Sulla piattaforma Ecobonus restano prenotabili solo i contributi per i veicoli commerciali e per ciclomotori e motocicli.
No. La FAQ n. 2 del MASE stabilisce che l'incentivo spetta esclusivamente per l'acquisto in proprietà e non si applica a forme di acquisizione diverse dalla compravendita. Leasing, leasing operativo e noleggio a lungo termine erano esclusi, anche perché il decreto impone di mantenere la proprietà del veicolo per 24 mesi.
No. Le richieste di rimborso correttamente presentate entro il 30 giugno 2026 vengono istruite e liquidate anche nei mesi successivi. Il decreto non fissa un termine ultimo per l'immatricolazione del veicolo.
11.000 euro con ISEE fino a 30.000 euro e 9.000 euro con ISEE tra 30.000 e 40.000 euro, in entrambi i casi con rottamazione obbligatoria di un'auto fino a Euro 5, residenza in area urbana funzionale e prezzo di listino sotto 35.000 euro al netto di IVA.
Il MASE ha annunciato di essere al lavoro su una nuova misura, ma non è stato pubblicato alcun decreto. Finché non esce in Gazzetta Ufficiale non ci sono importi, requisiti né date certe, e nessuna misura degli ultimi anni è stata retroattiva sugli acquisti già conclusi.