Il regime forfettario è la formula fiscale di favore per piccole P.IVA (limite ricavi € 85.000 nel 2025, in attesa di possibili evoluzioni). La sua caratteristica chiave: il forfettario non deduce analiticamente i costi — paga imposte calcolate su una percentuale forfettaria dei ricavi, e non può dedurre canoni di leasing, IVA, ammortamenti.
Conseguenza pratica: il leasing auto non offre alcun vantaggio fiscale per il forfettario, mentre fiscalmente conviene tantissimo per imprese e professionisti in regime ordinario. In questa guida quando comunque ha senso il leasing per un forfettario, quando no, e quali alternative valutare.
Aggiornato: maggio 2026. Le rate indicate sono esempi di mercato e variano per configurazione, anticipo, finanziaria e momento dell'ordine.
Forfettario e Leasing: Cosa Sapere
Il regime forfettario è disciplinato dalla L. 190/2014 art. 1 commi 54-89 e successive modifiche. Le sue caratteristiche fiscali rilevanti per il leasing auto:
- Imposta sostitutiva 15% (5% per i primi 5 anni se nuovi attività) calcolata su una percentuale forfettaria dei ricavi (40-78% a seconda dell'attività);
- Nessuna deduzione analitica dei costi: canoni leasing, IVA, ammortamenti non riducono l'imposta sostitutiva;
- Nessuna detrazione IVA: il forfettario non è soggetto IVA, quindi l'IVA pagata sui canoni leasing è costo netto.
Per questo motivo Assilea conferma che meno del 5% dei contratti leasing auto è intestato a forfettari: senza vantaggio fiscale, il leasing torna a essere puro strumento di finanziamento.
Niente Deducibilità: Conseguenze Pratiche
Concretamente, per un forfettario il canone leasing di € 500/mese + IVA è un esborso di € 610/mese pieno, senza riduzione di imposte. Confronto con un professionista in regime ordinario:
| Forfettario | Ordinario uso promiscuo | |
|---|---|---|
| Canone mensile | € 610 (con IVA) | € 610 (con IVA) |
| Deduzione canone | 0% | 20% × € 500 |
| Risparmio IRPEF (aliquota 43%) | € 0 | € 43/mese |
| Detrazione IVA | 0% | 40% × € 110 = € 44 |
| Costo netto mensile | € 610 | € 523 |
La differenza è di circa € 87/mese (€ 1.044/anno) a parità di canone. Su 48 mesi: € 4.176 in più per il forfettario.
Quando Ha Senso Comunque
Nonostante l'assenza di vantaggi fiscali, il leasing può comunque avere senso per un forfettario in queste situazioni:
- Mancanza di liquidità per acquisto cash: il leasing permette di guidare un'auto nuova/recente senza immobilizzare capitale.
- Rate prevedibili: utile per chi gestisce una P.IVA con flussi di cassa pianificati.
- Servizi inclusi (in NLT all-inclusive): bollo, RCA, manutenzione gestite dal concedente — semplifica la vita.
- Possibilità di cambiare auto ogni 3-4 anni senza gestire vendita dell'usato.
- Previsione di uscita dal forfettario: se prevedi di superare la soglia ricavi (€ 85.000) e passare al regime semplificato/ordinario nei prossimi 12-24 mesi, attivare un leasing oggi ti permette di iniziare a maturare il diritto alla deducibilità futura (la deducibilità si applica dal momento del passaggio di regime in poi).
Alternative al Leasing per Forfettari
Alternative al leasing per un forfettario:
- Acquisto cash di auto usata recente (3-5 anni): la formula più razionale fiscalmente. Spesa di € 12.000-18.000 per un'auto solida.
- Finanziamento auto tradizionale: rate spalmate, ma sempre senza deducibilità per il forfettario. Confronta TAEG con il leasing.
- NLT puro: l'all-inclusive può comunque dare valore aggiunto (RCA + bollo + manutenzione gestiti).
- Uso dell'auto privata con rimborso chilometrico: il forfettario può comunque addebitare al cliente le spese di trasferta secondo tabelle ACI. Senza deduzione fiscale ma con incasso parallelo dai clienti.
Leasing o NLT: Per il Forfettario
Per un forfettario il NLT all-inclusive è in genere preferibile al leasing finanziario, per tre motivi:
- Gestione semplificata: una sola rata mensile copre tutto (RCA, bollo, manutenzione, soccorso stradale);
- Nessuna proprietà finale del veicolo da gestire (nel leasing devi decidere se riscattare o restituire);
- Spesso condizioni economiche competitive su veicoli compatti/utilitarie.
Il leasing finanziario torna conveniente solo se prevedi di uscire dal forfettario nel medio termine, perché il riscatto finale (valore residuo basso) permette di entrare in possesso dell'auto a costo contenuto.
Esempi Pratici di Calcolo
Esempio 1: Consulente forfettario, ricavi € 50.000, coefficiente 78%Imponibile forfettario = € 50.000 × 78% = € 39.000. Imposta sostitutiva 15% = € 5.850. Con o senza leasing l'imposta non cambia. Il leasing è puro costo di gestione.
Esempio 2: Artigiano forfettario, ricavi € 70.000, coefficiente 67%Imponibile = € 70.000 × 67% = € 46.900. Imposta sostitutiva 15% = € 7.035. Se acquista un'auto in leasing da € 25.000 (canone € 400/mese + IVA), il suo carico fiscale resta identico: paga sempre € 7.035 di imposta. Costo netto del leasing per lui: € 488/mese × 48 = € 23.424 totali.
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Domande Frequenti
No. Il forfettario non è soggetto IVA, quindi non può detrarre l'IVA pagata sui canoni. L'IVA diventa costo netto.
La fattispecie "uso strumentale esclusivo" (deducibilità 100%) non si applica al forfettario, che non deduce analiticamente i costi. Anche un'auto di rappresentanza usata 100% per lavoro non genera alcun risparmio fiscale.
Sì, e dal momento del passaggio inizi a poter dedurre i canoni residui secondo le regole del regime ordinario (20% uso promiscuo, IVA detraibile 40%). Le quote già pagate da forfettario restano non deducibili.
Se sei forfettario e la tua attività comporta trasferte continue, addebitare ai clienti le spese auto secondo tabelle ACI (€ 0,30-0,80/km a seconda del modello) è una strada razionale: incassi parallelo al canone leasing/NLT, riducendo l'impatto netto del veicolo.